I TEST DI AMMISSIONE
A partire dal
1997, attraverso alcuni regolamenti del MIUR (Ministero dell’Università e della
Ricerca) e più recentemente con l’entrata in vigore della legge n. 264 del
1999, è stata istituita in Italia la regolamentazione agli accessi per
l’iscrizione ad alcuni corsi di laurea.
Il numero
programmato, largamente diffuso in molte istituzioni universitarie estere, si è
affermato in Italia con il duplice scopo di equilibrare il rapporto tra numero
di studenti e qualità e capacità delle strutture universitarie e per regolare
l’offerta di professionalità richieste dal mercato. Per ogni corso a numero
chiuso viene pubblicato un bando di concorso nel quale
vengono indicati il numero dei posti disponibili, i termini di iscrizione, la
data e le modalità di svolgimento della prova di ammissione. I bandi
normalmente sono disponibili presso le segreterie delle università a partire
dal mese di agosto, mentre le prove di selezione si
tengono, in genere, nelle prime due settimane di settembre.
Per poter accedere ai corsi di laurea a numero chiuso bisogna
sostenere i test di ammissione. Poiché l’ammissione è
condizionata dal superamento del test, lo studente dovrà cercare di affrontare
più di una prova. Questo è possibile nel caso in cui la prova di selezione al
corso prescelto si svolga in date differenti nelle
diverse sedi universitarie: conviene, quindi, preiscrirversi
all’esame di ammissione in più sedi e sostenere più prove, in modo da aumentare
le probabilità di riuscita. Se, invece, le prove di selezione vengono effettuate nello stesso giorno, come non di rado
accade, è opportuno documentarsi sull’esistenza di corsi compatibili con quello
prescelto, che presentino cioè, almeno per il primo anno, piani di studio
simili.
È chiaro che,
nonostante questi accorgimenti, conta prepararsi adeguatamente, soprattutto
attraverso attività di simulazione del test come quelli riportati nel presente
volume.